GNU/Linux

Derivate di Ubuntu: L’Evoluzione dalle Origini alle Moderne Versioni LTS

Scopri le differenze, i punti di forza e dove scaricare Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu e tutte le altre versioni (flavours) ufficiali di Canonical

Panoramica delle Derivate di Ubuntu: Da Zesty Zapus (17.04) a Resolute Raccoon (26.04 LTS)

Ubuntu vanta da sempre di essere una tra le distribuzioni GNU/Linux maggiormente supportate e orientate ai sistemi user-friendly. Negli anni, partendo dal cuore del sistema di Canonical, sono nate tante varianti ufficiali (le cosiddette flavors) progettate per rispondere a esigenze estetiche e funzionali specifiche. Se nel 2017 la release 17.04 (Zesty Zapus) citata in origine ha segnato un importante punto di passaggio tecnico, l’ecosistema attuale — guidato dalle moderne versioni a supporto esteso come Ubuntu 26.04 LTS (Resolute Raccoon) — mostra una piattaforma matura, sicura, basata sul server grafico Wayland e su Kernel recenti.

Mentre il “motore” centrale (gestore di pacchetti APT, supporto ai pacchetti Snap, architettura di base) rimane invariato, le derivate differiscono essenzialmente per il Desktop Environment (DE) predefinito e per il parco software offerto post-installazione. Vediamo come si sono evolute e ampliate le principali versioni da Zesty Zapus fino al panorama odierno.

L’Evoluzione di Ubuntu GNOME (Oggi: Ubuntu Principale)

Nella release 17.04, Ubuntu GNOME era ancora una derivata a sé stante. Quella è stata, di fatto, la sua ultima incarnazione autonoma, poiché Canonical ha successivamente ritirato l’interfaccia Unity.

  • Ieri (17.04): Offriva l’ambiente GNOME 3.24, un’ottimizzazione specifica per l’accessibilità, gestione cloud integrata e Shotwell per le foto.
  • Oggi (Modernità LTS): Ubuntu GNOME non esiste più come derivata perché è diventato la versione standard di Ubuntu. Basata sulle versioni più recenti di GNOME, l’esperienza odierna è focalizzata sull’uso di Wayland di default, accelerazione hardware migliorata, e un App Center completamente riscritto (in linguaggio Rust) per gestire senza conflitti l’installazione dei formati Snap e DEB classici.

Lubuntu: La Leggerezza Cambia Volto

Lubuntu è la distribuzione indicata per il recupero di macchine vecchie con ridotte specifiche hardware e computer a basso consumo energetico.

  • Ieri (17.04): Si basava sul Lightweight X11 Desktop Environment (LXDE). Suggeriva comunque un minimo di 1GB di memoria RAM per gestire le moderne applicazioni web.
  • Oggi (Modernità LTS): Lubuntu ha compiuto un balzo architetturale passando a LXQt, un ambiente desktop leggero ma basato sulle più moderne e raffinate librerie Qt. Questo ha permesso di mantenere intatta la vocazione al basso consumo di risorse, ma offrendo agli utenti un’interfaccia molto più moderna, lucida e coerente con gli standard odierni.

Ubuntu MATE: Il Paradiso dei Nostalgici e della Produttività

Questa derivata nasce per mantenere in vita il paradigma desktop classico, molto apprezzato prima dell’avvento dei DE moderni, unendolo a tecnologie costantemente aggiornate.

  • Ieri (17.04): È stata una release cruciale perché ha completato la complessa migrazione del desktop MATE 1.18 dalle vecchie librerie GTK+2 alle GTK+3, correggendo bug critici.
  • Oggi (Modernità LTS): Ubuntu MATE è una roccia di stabilità. Supporta in modo eccellente gli schermi ad alta risoluzione (HiDPI) e offre “MATE Tweak”, uno strumento formidabile che permette con un clic di cambiare l’intero layout del sistema per imitare Windows, macOS o la defunta interfaccia Unity.

Xubuntu: Stabilità e Flessibilità

Xubuntu si affida all’ambiente Xfce. È la scelta di chi non ama distrazioni visive eccessive e predilige un flusso di lavoro efficiente, rapido e prevedibile.

  • Ieri (17.04): Segnava l’abbandono delle librerie GTK+2 per favorire lo sviluppo in GTK+3, aggiornando temi storici come Greybird e introducendo strumenti per lo sviluppo in Glade.
  • Oggi (Modernità LTS): Xfce è giunto a una maturità straordinaria. Il sistema consuma pochissime risorse, include un compositor nativo molto più efficiente per eliminare artefatti grafici (screen tearing) e rimane una delle scelte preferite da sviluppatori e sistemisti per la sua altissima affidabilità.

Kubuntu: L’Avanguardia Tecnologica

Kubuntu porta l’immenso potenziale, gli effetti grafici fluidi e l’infinita possibilità di personalizzazione del mondo KDE sui sistemi Ubuntu.

  • Ieri (17.04): Si affidava a KDE Plasma 5.9.4 e alle KDE Frameworks 5.31, integrando l’allora pionieristica famiglia del kernel 4.10 e aggiornando suite come Kdenlive e Krita.
  • Oggi (Modernità LTS): Attualmente Kubuntu sfrutta la nuovissima generazione KDE Plasma 6 e le librerie Qt6. Grazie a queste tecnologie, garantisce il pieno supporto nativo al protocollo Wayland, animazioni ultra-fluide, supporto HDR (High Dynamic Range) e un’integrazione di altissimo livello con gli smartphone tramite KDE Connect.

Ubuntu Studio: Il Centro Multimediale Creativo

La distribuzione creata su misura per i professionisti del campo audio, video e grafico. A differenza delle altre, integra modifiche al kernel (low-latency) per l’elaborazione del suono in tempo reale.

  • Ieri (17.04): Offriva un parco software di punta come Ardour DAW, JACK Sound Server, Blender, Kdenlive, e GIMP, basando la sua interfaccia grafica su Xfce.
  • Oggi (Modernità LTS): Ubuntu Studio ha affrontato un’importante rivoluzione abbandonando Xfce a favore di KDE Plasma. Il team di sviluppo ha ritenuto Plasma nettamente superiore per la gestione avanzata dei profili colore dei monitor professionali e per il supporto ottimale alle tavolette grafiche.

Derivate Aggiuntive e Menzioni d’Onore

Oltre ai pilastri storici, la famiglia delle derivate ufficiali Canonical si è ulteriormente arricchita:

  • Ubuntu Budgie: Entrata a far parte delle distribuzioni ufficiali proprio in concomitanza con la 17.04. Sfrutta il Budgie Desktop Environment, offrendo un’interfaccia estremamente elegante, pulita e “Mac-like”, ideale per chi cerca cura estetica senza compromessi sulle prestazioni.
  • Ubuntu Cinnamon / Kylin: Cinnamon porta l’amatissimo ambiente di Linux Mint sotto l’ombrello ufficiale di Ubuntu, mentre Kylin offre un’interfaccia fortemente ottimizzata e rivolta primariamente al mercato asiatico.

Nota sulle versioni: Distribuzioni intermedie come la storica 17.04 hanno un ciclo di vita limitato a 9 mesi e sono oggi considerate End of Life (non più sicure né aggiornate). Per l’utilizzo lavorativo o quotidiano, è fondamentale scaricare le versioni con dicitura LTS (Long Term Support), come la 24.04 LTS o l’ultimissima 26.04 LTS, che garantiscono 5 anni continui di aggiornamenti di sicurezza gratuiti e supporto completo (estendibili ulteriormente per uso enterprise o personale). Per il download, si faccia sempre riferimento alle pagine sul sito ufficiale ubuntu.com/download/flavours.

Link Ufficiali per il Download delle Derivate Ubuntu

Ecco i link diretti e aggiornati per scaricare le versioni più recenti di tutte le distribuzioni (flavours) menzionate nell’articolo:

Nota: Il portale ufficiale di Canonical offre anche una pagina centralizzata e riassuntiva dove è possibile comparare e scaricare tutte le varianti riconosciute ufficialmente. Puoi visitarla qui: https://ubuntu.com/download/flavours.

Admin | MST-Tutorial

Appassionato di elettronica, elettrotecnica e programmazione. Fondatore di MST-Tutorial, condivido con entusiasmo conoscenze, esperienze e progetti legati all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di rendere accessibili concetti tecnici complessi attraverso tutorial chiari e pratici.

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